[mestieri che non fanno curriculum] desidera l'uomo d'altre

Gianna ci illustra tutto ciò di cui ha bisogno l'animale uomo.
PREMESSE ICONOCLASTE
Ovvero, della lotta tra positroni e Dio in 3D
Quando capiremo che le scelte esercitate contro gli animali sono anche scelte contro di noi? (D.MAINARDI)
Di recente sto ripassando il comportamento animale, per comprendere quale sia l'effettivo peso coercitivo dell'introiezione delle norme nella cultura cristiano-cattolica. Poco importa che siate atei convinti o ferventi membri del circolo parrocchiale. Se ci sei cresciuto, puoi accettare o rinnegare, non cancellare. Un po' come i leoni di Nietzsche, ma non vogliamo fare filosofia anche perché i miei studi non partono da un'espressione di valore. La norma, di qualunque tipo essa sia, svolge una funzione precisa in una società.

Adempiere agli imperativi categorici religiosi fornisce in cambio risposte a interrogativi complessi legati alla nostra percezione tridimensionale del tempo. In soldoni, segui questi dettami e dopo approderai al Valhalla/Paradiso/... Ovvio che associare la norma sociale pratica alla dimensione "spirituale" rende più efficace la sua assunzione etica e morale.

Per fare un esempio neutro alla media dei miei lettori, la sacralità dei bovini - e la conseguente proibizione relativa alla macellazione - in zone dal clima non certo temperato come l'entroterra indiano dell'era pre-frigorifero, ha una chiara funzione socio-sanitaria.

Detto ciò, e per non farla lunga, assumiamo il totemismo di Durkheim come concetto fondamentale di questo post (troppo pigro per cliccare: ok... in soldoni "l'entità psichica trascendente, non è altro che il frutto della proiezione mentale della collettività" ergo, più è complessa la società più la divinità è astratta e oggetto d'intermediazione, da qui la differenza tra il grande bufalo bianco per cui bastava un tiro di calumet e Dio padre uno e trino che necessita di una multinazionale miliardaria per il suo culto).

Ci siamo?
Slittando un po' verso la fisica quantistica e riflettendo sul comportamento dei positroni che procedono a ritroso nel tempo (wtf?! Tranquillo, c'è scienza per tutti) ciò che risulta interessante è come la triplice alleanza passato-presente-futuro in realtà scricchioli e sia più legata a una percezione prettamente linguistica.

Vi ricordate il fatto che gli eschimesi hanno diverse forme polisintetiche per definire la neve (le parole, di base, sono due, Apuk - neve a terra - e Qanik - neve in aria -, ma le loro composizioni davvero innumerevoli)? Questo amplia la loro percezione metereologica e ambientale della realtà, mentre la nostra è limitata. Così come per gli aborigeni australiani il tempo ha solo due aspetti: il tempo “che scorre” e il “Grande Tempo” e la loro declinazione verbale si limita al presente, per qualsiasi tipo di avvenimento (che sia avvenuto ieri, adesso, o domani.).

E questo, dal punto di vista antropocentrico occidentale, dovrebbe costituire un loro limite (così com'è un limite per lo studente il mancato studio del congiuntivo, ma è un altro discorso), ma - sul piano naturale - è nostro, perché in realtà il ticchettio della sveglia è legato alla nostra visione 3D di un fenomeno bidimensionale, come quando vediamo la prospettiva in un quadro. Ma chiudiamo qui la parentesi, se volete approfondire in chiave zen il discorso del tempo quantistico ci pensa lo zio Steve.

Gianna, recupera l'attenzione dei lettori per cortesia...

I DADI GRIGI
Ovvero, di come la media rende noiosa - ma felice - la tua vita 

Ok, fase due.
Il testo di prima aveva una funzione essenziale: accettare l'assoluta mancanza di senso della vita.
Dalla regia obiettano: lo zio Friedrich per provare il crollo delle costruzioni metafisiche dovette sviluppare un discorso filosofico quanto mai complesso [ricordiamo il meraviglioso aforisma 125 della Gaia Scienza] e questo è una prova d'incoerenza. Demolire un sistema filosofico con un altro sistema filosofico ha, in apparenza, del non-sense. E questa stessa contraddizione potrebbe tranquillamente portarvi a ritenere la mia premessa un semplice delirio, perché si fonda su un linguaggio paritetico a quello delle vostre convinzioni.

Del resto, è il limite dei leoni [riprendendo sempre Nietzsche], cioé di chi affronta dialetticamente un sistema obsoleto con i suoi stessi strumenti linguistici e concettuali. Quindi, obiezione accolta vostro onore. Se quanto scritto non vi calza, c'è poco da fare. Il nichilista attivo fonda un nuovo sistema soggettivo e personale, ergo non ho interesse a convincervi di nulla né a sostenere che la mia idea sia "buona". Ognuno il suo, insomma. Potete chiudere qui e buonanotte.

[Ancora qui? coraggiosi!] Il concetto fondamentale è relativo alle scelte. Provate a considerare le tavole della legge come dei dadi da 6. Ogni comandamento un dado in più alla vostra vita. Non uccidere, un dado; Non desiderare la donna d'altri, un altro dado... e così via. Aggiungete altri dadi per ogni preconcetto, ogni slogan pubblicitario, ogni scelta imposta dai vostri genitori/fidanzati/guru spirituali.
Ogni "legge" interiorizzata guida le vostre scelte, seguire questi imperativi vi garantisce delle risposte preconfezionate (per farla stringata: "se ti comporti bene vai in Paradiso", ok?) per limitare le vostre angosce e inadeguatezze. Il prezzo, ovviamente, è l'ampiezza dello spettro delle vostre emozioni.

Non è chiaro? Facciamo un esempio: più sono i dadi più la media assottiglia il range di scelte. Fate finta che per decidere di comprare un vibratore dobbiate confrontarvi con questi blocchi psicologici, familiari e religiosi. Tirando i dadi la media oscillerà inevitabilmente tra 3 e 4,  e questo, nel caso della propensione all'acquisto, potrebbe farvi optare per un modello di piccole dimensioni, facile da nascondere, economico per evitare controlli incrociati nel monte spese, che probabilmente si rivelerà inadatto e poco soddisfacente.

Estendete questo concetto a tutti i rimpianti e i rimorsi della vostra vita e capirete che si trattava di tiri di dado mancati per un soffio ("ah, se le avessi chiesto il numero di telefono... ma c'era la sua amica e mi vergognavo." Ottimo, potresti aver perso la miglior scopata della tua esistenza per evitare una "figuraccia" con persone che dopo pochi minuti ti avrebbero dimenticato.)

Meno preconcetti, leggi, convinzioni = meno dadi... e quindi più varietà, più "libertà". Ma Sartre ci ricorda che la libertà nausea. La maggiore possibilità di scelta conduce inevitabile a un range sempre più ampio, da felicità e successi più densi e significativi, a insuccessi e fallimenti più cocenti e dolorosi.
Si tratta quindi di oscillare tra un'esistenza ordinaria o accettare angoscia e passioni brucianti [Thanatos ed Eros] in misura più intensa e drammatica, così come dell'incapacità di godere di piccole e contingenti soddisfazioni, lasciandosi divorare da ossessioni via via più consumanti. Tipico comportamento deviante ciclotimico, insomma. Per questo non esiste una scelta migliore dell'altra.

Gianna, riportali un attimo in qua...


DE INFIDELIS VIRTUTE [o almeno credo sia la corretta declinazione]
Ovvero, di come rovinarsi la cerchia di amici maschi e fidanzati.


Allora, cos'abbiamo detto finora?
Il tempo è bidimensionale, il vostro presente non ha un senso definito, quindi le norme (religiose/familiari/sociali) che avete interiorizzato sono funzionali a farvi condurre un'esistenza mediamente soddisfacente, al riparo da conflitti determinati da tensioni volitive o autodistruttive. A garanzia di questo avrete un riconoscimento etico e morale per la vostra normalità, come il Regno dei Cieli, quaranta vergini, o realtà ultraterrena a scelta.

Veniamo - finalmente - alla legittimazione dell'infedeltà femminile

Quasi tutti i grandi mammiferi (di sesso maschile) sono poligami : i leoni, i gorilla, le giraffe, i bufali, i cervi... Infatti la maternità impegna a lungo le femmine, sia per la durata della gravidanza, sia per l’allattamento e per la cura della prole. In questi periodi relativamente lunghi il maschio non deve esercitare alcuna funzione, ossia non risulta indispensabile alla femmina, per cui può dedicare le sue attenzione ad altre possibili partner, corteggiarle e procreare.

Questo comporta a livello istintivo una tendenza all'infedeltà e al possesso da parte dell'uomo e una tendenza al legame più solido da parte degli esemplari femminili al maschio alfa conquistato (per un'ovvia, successiva, dipendenza legata all'"handicap" della gravidanza). Del resto il comandamento recitava "non desiderare la donna d'altri" che, al pari di "non rubare" (leggi: "non desiderare la roba d'altri") pone l'accento sul conflitto sociale generato dal furto e sulla dimensione di merce della figura femminile [del resto la prostituzione viene definita mercimonio].
Per la donna fedifraga del resto c'era la lapidazione e, i nostri nonni ricordano, il delitto d'onore.
Senza voler fare un discorso generalista, comunque, prendendo queste considerazioni cum grano salis, in una società patriarcale maschilista - abbastanza tipica nei mammiferi - l'infedeltà dell'uomo è statisticamente più marcata di quella femminile. Norme civili e religiose regolamentavano uno status quo, limitando d'altro canto le occasioni di contrasto [da qui l'introduzione del concetto di fedeltà e di matrimonio, un po' come la sacralità delle vacche, funzionali a limitare episodi di violenza e l'abbandono della puerpera].

I conflitti mondiali, che hanno ridefinito il ruolo sociale della donna, e l'introduzione dei metodi contraccettivi, hanno modificato le condizioni di autonomia dell'altra metà del cielo, determinando - a grandi linee - un mutamento culturale popolare dei costumi sessuali nelle società occidentali.

E quindi? La fedeltà sessuale, per la donna, costituisce un residuo istintivo normativizzato. Dadi in più nelle scelte, riprendendo il discorso di prima. Garanzia di stabilità e sicurezza, così come rischio di trascinare relazioni e matrimoni scoppiati da tempo. Dettagli statistici. Ciò che conta è sottolineare è quanto la virtù "femminile" abbia mantenuto nel senso comune un valore morale [che qualcuno lamenta perduto nelle generazioni recenti, cresciute con modelli di riferimento differenti a causa di un progressivo potenziamento degli effetti manipolatori dei media commerciali], che - con le sicurezze della contraccezione - ha via via perso la sua dimensione istintiva (i timori legati a una gravidanza indesiderata si sono ridotti) permanendo invece nella sfera normativa [l'avversione da parte della chiesa cattolica al preservativo è quindi assolutamente logica e consequenziale].

L'emancipazione in questo senso costituisce semplicemente una tendenza alla considerazione dell'atto sessuale come una forma di comunicazione, svincolandolo dalla sua dimensione morale [introducendo la possibilità di una fedeltà PRIMA intellettuale, poi FISICA] e ciò diviene realizzabile in quegli individui propensi a sviluppare un percorso conoscitivo tale da permettergli di ridimensionare la portata delle norme interiorizzate. In questo senso, quindi, l'infedeltà - o una generale promiscuità - può assumere, se consapevole e supportata da una forte autonomia (se non addirittura da ossessioni intellettuali), una post-moderna valenza conoscitiva nella fase di ricerca dello spirito, non solo del corpo, affine.

Grazie Gianna, saluta gli amici a casa.